Un paese vuole conoscersi

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L’iniziativa culturale di S. Alberto “Un paese vuole conoscersi” nasce da un’idea del 1974 di Cesare Zavattini, all’interno del movimento cooperativo ravennate. Si trasformò in cooperativa nell’ottobre 1978, promotrici le Cooperative locali: Braccianti, Muratori e Cooperativa agricola Mazzini. Lo scopo sociale era:
“La valorizzazione delle vocazioni presenti sul Territorio, in riferimento agli aspetti antropologici, linguistici, archeologici, sociali ed in particolare a quelli della cultura materiale quali il mondo del lavoro e la trasformazione dell’ambiente”.

Fu così che Sant’Alberto iniziò a scrivere la propria storia dal basso, dal quotidiano, raccogliendo fotografie, vecchi documenti, strumenti da lavoro e testimonianze orali.

Gli eventi fondamentali

Assemblea popolare

03-vedutaPer discutere l’iniziativa culturale Un paese vuole conoscersi, fu promossa, dalla Cooperativa Muratori, Cementisti e Manovali e dalla Cooperativa Agricola Braccianti di Sant’Alberto aderenti alla Lega delle Cooperative, un’assemblea generale il 24 ottobre 1975 al cinema Italia a Sant’Alberto.

Lo scopo di questo incontro era di coinvolgere tutta la popolazione per conoscere la propria storia; l’idea era di scrivere, con criteri collettivi, un libro in cui raccogliere la storia dalle origini. Aderirono le scuole, molti giovani e tutto il paese.

“L’assemblea c’è stata, settecento persone, più di un rappresentante per ognuna delle cinquecento famiglie che abitano il borgo. Roberto Vassura , Presidente della cooperativa muratori e Bruno Taroni della cooperativa braccianti hanno spiegato che non c’era da eleggere nessuno né da votare alcun ordine del giorno: c’era da cominciare un libro”. (Luca Goldoni, Corriere della sera, 22 novembre 1975)
“I santalbertesi, in sostanza, vogliono scavare nel loro passato per meglio comprendere il presente e prefigurare il futuro. E per chi conosce la tenacia e la serietà dei protagonisti, si può essere certi, sin d’ora, che il laborioso centro realizzerà davvero l’impegno di ‘Un paese vuole conoscersi’ ”. (Giorni 3-12-1975).

Il Palazzone

Fu in quegli anni che l’edificio più vecchio e più interessante del paese chiamato “Palazzone” (Antica osteria del Duca D’Este del 1500), rischiava di essere abbattuto per far posto a case moderne. Ecco allora la decisione delle cooperative Braccianti e Muratori di acquistare il palazzo. Era un po’ come un acquisto “a nome” di tutta la popolazione di Sant’Alberto.

“Fu chiaro a tutti – ha detto il presidente della cooperativa Muratori – che in quel momento i Braccianti ed i Muratori interpretavano lo spirito espresso da uomini di valore culturale ed umano come Olindo Guerrini, Bartolo Nigrisoli, Pietro Mascanzoni, il pioniere della cooperazione che oltretutto visse per qualche tempo in quel palazzo” (Cooperazione Italiana, C.F.,30 nov. 1975).

L’idea iniziale fu di destinarlo a museo storico etnografico, poi a centro nazionale studi e ricerche sulla cooperazione e il movimento operaio con annesso il Museo della cooperazione e del lavoro nelle campagne. Si discusse a vari livelli, Comune, Provincia, Regione, Movimento Cooperativo: le proposte si intrecciarono, vi furono diversi pareri favorevoli all’iniziativa.

L’edificio fu donato poi al Comune con il vincolo di destinarlo ai fini sopra enunciati in collaborazione con le Cooperative donatrici (17 giugno 1981).

Attualmente gli spazi sono occupati dal Museo di Scienze Naturali del Comune di Ravenna NatuRa e dal Centro Visite del Parco (il Palazzone è gestito, a partire dal marzo 2002, da un’associazione temporanea d’impresa composta da quattro società, la Cooperativa Culturale “un paese vuole conoscersi”, la Cooperativa Atlantide di Cervia, la Cooperativa Braccianti di Sant’Alberto e la società Antea di Comacchio (FE), per la realizzazione di visite guidate, laboratori didattici, percorsi naturalistici, conferenze, conversazioni con testimoni privilegiati del territorio, mostre, iniziative per la diffusione della cultura materiale, della ricerca scientifica e per la promozione turistico-ambientale del territorio.

Prime attività

Sant’Alberto ospitò la prima Mostra antologica delle opere pittoriche di Cesare Zavattini che inaugurò il 10 aprile 1976 nell’Aula magna delle Scuole medie.
“Un paese vuole conoscersi” ha poi curato l’archivio fotografico delle opere pittoriche dell’Artista, attualmente conservato presso l’Archivio Zavattini a Roma e in copia presso la Cooperativa Culturale. La Mostra antologica di Zavattini fu ospitata poi a Barcellona. Ad inaugurare la Mostra fu lo stesso Zavattini che per nell’occasione fece conoscer al pubblico spagnolo l’iniziativa culturale di Sant’Alberto e i tratti essenziali del movimento cooperativo.

A Sant’Alberto il premio Rizzoli-Larousse per meriti culturali

“A S.Alberto, paese ricco di fermenti culturali, di vita Cooperativa ed Associativa, dove tutti i suoi abitanti scriveranno in un libro la loro storia, per conoscersi meglio per meglio costruire il loro futuro.
A S.Alberto, al cui appello per essere sostenuto nelle sue manifestazioni artistico-culturali, hanno risposto i maggiori artisti e uomini di cultura contemporanei; paese dove le cerimonie sono semplici e la gente ricca di fantasia.
A questa autentica e genuina iniziativa denominata “S.Alberto, un paese vuole conoscersi” La RIZZOLI EDITORE conferisce il premio RIZZOLI-LAROUSSE 1976 per meriti culturali. (Rizzoli Editore Milano) ”

In tre puntate S.Alberto in TV

L’iniziativa di Sant’Alberto è stata documentata in un filmato sulla 2° rete in tre puntate nel 1977. “Col programma, in un certo senso abbiamo voluto realizzare una tappa, un capitolo filmato del libro sulla sua vita che la gente di S.Alberto sta scrivendo. Per far questo, per far sì che i protagonisti siano gli abitanti, abbiamo desiderato limitare al minimo la ‘mediazione’ del reale non solo da parte nostra, ma anche dello strumento televisivo, che può prendere la mano portando anche inconsapevolmente, alla deformazione dei fatti e delle cose” (Filippo Ottoni regista).

Il punto di vista di Zavattini: “è che nel film è rimasta una visione documentaristica, nel senso tradizionale del termine, e non si è cercato di penetrare di più nella realtà che Sant’Alberto rappresenta: si è rimasti di più all’aspetto cinematografico, che non a quello riflessivo, di più all’illustrazione, che allo studio veramente analitico, E i fatti, in verità sono superiori a quelli che il film rende”.

Molti furono gli artisti che condivisero lo spirito di Zavattini e aderirono all’iniziativa di Sant’Alberto con Mostre e donazioni, come Sergio Vacchi, o attraverso la realizzazione di Cartelle con litografie di Vedova, Brindisi , Vacchi, Sughi, Francalancia, Casorati, Pozzati, Zancanaro, Murer, ecc…

Oggi

La cooperativa conta 185 soci fra i quali due Società: la Cooperativa Agricola Agrisfera di Sant’Alberto e Mezzano e la Federazione delle Cooperative di Ravenna che ha acquisito le quote della Cooperativa Muratori al momento della sua chiusura produttiva. Opera con il volontariato, collaboratori generosi e amici di percorso che vanno dal pescatore di frodo, dalla bracciante, all’esperto del dialetto, allo studente e al professore dell’Università, ecc…
La conoscenza, la storia dello stretto rapporto fra natura e uomini, fra risorse e lavoro, sono il materiale di studio e il patrimonio dell’attività della cooperativa.

Le iniziative

Negli anni sono state realizzate numerose attività:

  • raccolta e produzione di documentazione fotografica d’archivio e corrente, a tema come: bonifica, rilievi edilizi, trasformazione ambiente/zone umide, erbe palustri, avifauna, i personaggi, le feste, le cerimonie, eccetera;
  • produzione di un archivio di diapositive di carte geografiche del territorio fotografate dagli originali conservati presso gli Archivi Storici dello Stato e della Biblioteca Classense di Ravenna; una sezione di diapositive riguarda l’ambiente (valli, pinete, dune, zone umide, flora e fauna), sono pure state documentate le varie attività: percorsi in bicicletta, feste mostre e conferenze;
  • raccolta di testimonianze orali: di cooperatori, cacciatori, pescatori fiocinini, falegnami, costruttori di barche, mondine, ecc…;
  • riproduzione in fotocopia di tutto il materiale documentario presente nell’archivio storico comunale, relativo alla Delegazione di Sant’Alberto, fonti preziose utilizzate per le varie pubblicazioni

I materiali prodotti

A sostegno di quanto descritto la Cooperativa ha posto particolare impegno, anche finanziario, nella realizzazione di prodotti (magliette, cappellini, portachiavi eccetera) che caratterizzino questa zona e che offrano al visitatore “un’immagine” di Sant’Alberto nel Parco.
È stato individuato quale simbolo la VOLPOCA che nidifica nella penisola di Boscoforte, nelle Valli di Comacchio.
Sono state realizzate cartoline artistiche in bianco e nero, rappresentative dell’ambiente naturale di queste zone e, una seconda serie di cartoline a colori, con soggetti vari che rappresentano il paese oggi.

©2017 Amici Di Olindo Guerrini - Sant'Alberto Un Paese Vuole Conoscersi -  Via Rivaletto 13 – Sant'Alberto (Ravenna) – COD. FISCALE 92083910395 - info@amicidiolindoguerrini.it

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