Biografia di Olindo Guerrini

«Sono nato (ahimè!) a Forlì; ma la mia vera patria è Sant’Alberto, 15 km al nord di Ravenna, dove i miei avi hanno sempre vissuto».

caricaturabebeCosì afferma lo stesso Guerrini nei suoi ricordi autobiografici.

Olindo Guerrini nacque infatti a Forlì il 4 ottobre 1845, ma trascorse l’infanzia a Sant’Alberto di  Ravenna, dove il padre gestiva la farmacia del paese. Fu ammesso al collegio municipale di Ravenna, frequentato per cinque anni, manifestando da subito un carattere irrequieto ed insofferente all’educazione “pedante e formale”, tanto da esserne espulso per indisciplina.

Nel tentativo di correggerne il carattere nel 1859 il padre lo inviò al collegio nazionale di Torino, dove frequentò i corsi ginnasiali. Uscitone dopo il secondo anno di liceo, trascorse un periodo di “scioperataggine”, ma riuscì comunque a ottenere la licenza.

Nel 1865 si trasferì a Bologna e si iscrisse a quella Università, in giurisprudenza. Nonostante lo scarso interesse che nutriva per quel tipo di studi si laureò ed entrò in uno studio di avvocati, ma capì ben presto che la pratica forense non faceva per lui. Partecipò attivamente, invece, alle lotte politiche locali, venendo eletto consigliere comunale di Ravenna negli anni 1870, 1872, 1879 e 1883. Fu anche assessore negli anni 1873-74, durante i quali istituì la sezione dei pompieri e fondò una biblioteca popolare a Sant’Alberto.

Si stabilì poi definitivamente a Bologna, dove fu raggiunto dai genitori, trovando occupazione presso la locale Biblioteca universitaria. Dalle numerose pagine autobiografiche che rievocano questi anni risultano, da un lato, un’insofferenza nei confronti delle regole troppo rigide e delle costrizioni più soffocanti che determina in lui atteggiamenti di vita scapigliata; dall’altro, un senso costante dei legami familiari e del lavoro, che ne rappresenta l’aspetto per così dire borghese.

OlindoSeduto

Lo stesso Guerrini ricorda di aver vissuto, dopo il matrimonio, nel 1874, con Maria Nigrisoli (dalla quale ebbe tre figli: Angiolina, morta a quattro anni; Guido, futuro medico e cattedratico; e Lina), una “vita studiosa tra la biblioteca e la casa, badando all’educazione dei figli” e distraendosi “con lunghe gite in bicicletta, lavoretti di fotografia e cure della sua villa a Gaibola”.

Nel 1877 Guerrini pubblicò a Bologna il volume di versi intitolati Postuma, attribuendoli a un fantomatico cugino, Lorenzo Stecchetti, che sarebbe morto di tisi a trent’anni. L’opera, che si richiama alle ragioni dell’ideologia socialisteggiante, conobbe un successo di pubblico enorme, facendo registrare ben 32 edizioni dell’opera vivente l’autore. Nel 1878 pubblicò altri due volumetti, Polemica e Nova polemica, i cui versi si collocano sul medesimo registro provocatorio, della raccolta precedente, riproponendone i modi e le forme.

OlindoCesenaticoGià consigliere comunale a Ravenna, lo fu ancora a Bologna nel 1889, per dimettersi però nel 1891. All’attività politica preferì l’impegno giornalistico, svolto sia su testate nazionali sia su fogli, per lo più satirici, di circolazione cittadina e locale, in cui pubblicava con lo pseudonimo di Mercutio, usato anche altrove.

Per alcuni anni – grosso modo fino al 1885 – la sua ricerca si orientò verso gli studi più propriamente eruditi, favoriti dai materiali inediti che le biblioteche erano in grado di fornirgli. Dopo avere curato nel 1878 l’edizione dei Versi di Guido Peppi poeta forlivese del sec. XV ,  sempre nel 1879 pubblicò a Bologna l’ampia monografia La vita e le opere di  Giulio Cesare Croce.

Grazie al carattere multiforme e polivalente dei suoi interessi, famosa la sua passione per la fotografia e per la bicicletta, in Guerrini nacque l’interesse per la cucina che manifestò con diverse opere piuttosto erudite ed un’intensa corrispondenza con Pellegrino Artusi, ma soprattutto, sul finire della sua vita, lavorando ad una raccolta di ricette sulla cucina povera, che uscì postuma nel 1918, con il titolo L’arte di utilizzare gli avanzi della mensa.

In collaborazione con Ricci, che lavorò sotto la direzione del Guerrini nella stessa Biblioteca universitaria, dopo il volume Studi e polemiche dantesche del 1880, mise mano al frutto più noto del loro sodalizio, il  Giobbe. Serena concezione di Mario Balossardi poemetto giocoso del 1882 in quattro canti.

Del 1897 sono le Rime di Argia Sbolenfi, dal nome della sedicente figlia di un personaggio bolognese trasformato dal Guerrini in una macchietta caricaturale. Sono, per la maggior parte, componimenti satirico – burleschi, da cui emerge una forte componente misoginica. Lo stesso Guerrini dice che quello di Argia Sbolenfi era lo pseudonimo riservato a firmare le cose sue peggiori. Con un nuovo pseudonimo il Guerrini sottoscrisse infine l’ultimo lavoro cui pose mano, le Ciacole di Bepi, attribuite a Pio X , scritte e versificate in dialetto veneto.

Il 28 novembre 1914 si trasferì a Genova poiché, essendo scoppiata la guerra, ed essendo troppo anziano per prendervi parte attivamente, aveva offerto il proprio servizio ove occorresse ed era stato nominato bibliotecario nel capoluogo ligure; vi rimase sino al 1915.

Olindo Guerrini morì a Bologna il 21 ottobre 1916.

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