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Olindo Guerrini, Sonetti romagnoli

Edizione e commento di Renzo Cremante. Traduzione di Giuseppe Bellosi,

Longo Editore Ravenna, 2021 (Classici Italiani Minori, 24).

884 pp., 17×24 cm. Il volume è disponibile sia in versione in brossura che cartonata con sovraccoperta, opera del grafico Filippo Giaconi.

L’edizione è corredata di ampio commento e apparato di note, con un’appendice di testi editi e inediti, non presenti nell’edizione del 1920, e indici a cura di Federica Marinoni.

Se Olindo Guerrini, come è stato detto, è il “primo poeta dialettale della Romagna veramente degno di questo nome”, è tempo di riconoscere nei Sonetti romagnoli un’opera di non comune originalità e qualità nel panorama generale della poesia italiana, in lingua e in dialetto, a cavallo fra Otto e Novecento.

Oltre cento anni fa, nel 1920, uscivano i Sonetti romagnoli di Olindo Guerrini nell’edizione postuma, procurata dal figlio Guido. Un’edizione di grande merito, naturalmente, perché faceva conoscere una produzione poetica nella massima parte inedita, ma anche priva, di là da poche note sparse, di due indispensabili strumenti di lettura come la traduzione e il commento; mentre l’allestimento dei testi registra inevitabili approssimazioni e imperfezioni, ma anche arbitrari interventi. Di qui l’opportunità di questa nuova edizione, alla quale ha atteso con impegno e perizia Renzo Cremante dell’Università di Pavia, filologo e studioso da sempre attento ai casi letterari di Romagna. Nel corso del lavoro egli ha potuto giovarsi di numerate collaborazioni. A Giuseppe Bellosi si deve, in particolare, la traduzione italiana di tutti i testi dialettali. Se ragioni di prudenza ‒ oltre all’impossibilità di compiere una completa ricognizione delle carte d’archivio dell’autore ‒ hanno consigliato di non proporre una vera e propria edizione critica della raccolta, i testi sono stati però accertati alla luce di tutta quanta la tradizione manoscritta e a stampa nota, conservando la varietà degli usi grafici attestati dagli autografi, mentre la massima parte delle varianti d’autore sono state inserite nel commento. Il vaglio critico ha comunque permesso di incrementare di alcune decine di unità la somma dei testi dialettali romagnoli già consegnati alla princeps, reinserendone alcuni nell’architettura del canzoniere, relegandone altri in una succosa appendice. Cure particolari e laboriose, non diverse da quelle riservate, di norma, ai testi classici, ha naturalmente richiesto il commento, dovendosi applicare, oltre tutto, a un terreno quasi assolutamente vergine. Di qui, anche, l’esuberanza delle note, intese a illustrare, per esempio, l’accumulo dei riferimenti, disseminati nei testi, alla topografia, alla storia, alla cronaca, alla vita materiale, politica e amministrativa di Romagna e di Ravenna; la dinamica delle relazioni intertestuali, a cominciare dall’azione esercitata, sui Sonetti romagnoli, da due “poeti della realtà” della statura di Carlo Porta e Giuseppe Gioacchino Belli; gli aspetti linguistici, metrici, formali ecc. Anche testi che tutti, in Romagna, conoscono a memoria potranno essere riletti, attraverso il commento, sotto una nuova luce.

Renzo Cremante ha insegnato Letteratura italiana e Letteratura teatrale del Rinascimento nelle Università di Bologna e Pavia. Filologo e storico della letteratura, i suoi studi hanno abbracciato un ventaglio di temi che va dalla teoria e analisi metrica alla poesia e al teatro del Rinascimento, ai giornali eruditi del Settecento, alla letteratura, alla circolazione libraria e alle istituzioni culturali dell’Otto e del Novecento, agli archivi letterari dell’età contemporanea, alla storia degli studi, alla letteratura di massa e di consumo. Costante, nel tempo, la sua applicazione alla geografia letteraria e agli scrittori di Romagna, in lingua e in dialetto. Ha diretto o condiretto le riviste “Metrica”, “Archivi del Nuovo”, “Delitti di carta”.

 

Bellosi, storia delle pubblicazioni dei Sonetti Romagnoli

Le edizioni complete dei Sonetti romagnoli sono solo due, tutt’e due edite a Bologna da Zanichelli: la prima è del 1920, la seconda è del 1948 (nella quale mancano due sonetti rispetto alla prima). Poi ci sono innumerevoli ristampe della seconda edizione.

Esistono poi due antologie di Sonetti romagnoli di Guerrini:

Il palazzo ci dicono merlato. 60 sonetti scritti da Olindo Guerrini tra il 1876 e il 1916, a cura di Elisabetta Marraffa e Enzo V. Moroni, Ravenna, Anastasis,1992;

O. Guerrini, Sonetti romagnoli. I testi originali di 69 sonetti tradotti per la prima volta in italiano e un’ampia selezione da Rime e Rime di Argia Sbolenfi, ma cura di Andrea Brigliadori e e Roberto Casalini, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2004.

 

I Sonetti Romagnoli

Origine del progetto per una nuova Edizione dei Sonetti Romagnoli

Il giorno preciso in cui è nata a Sant’Alberto l’idea di onorare il nostro grande concittadino Olindo Guerrini, celebrando il Centenario della sua scomparsa, sinceramente non la ricordo, sta di fatto che i Consiglieri della Cooperativa Culturale “Sant’Alberto Un Paese vuole conoscersi” l’approvarono. Subito chiamammo ad aiutarci una grande numero di amici, le menti protagoniste della cultura ravennate, che non oso ora nominare per timore di dimenticarmene alcuni, ad eccezione di Enio Dirani, indimenticabile, e Franco Gabici, al quale chiedemmo sin da subito di suggerirci le linee guida delle Celebrazioni e coordinarne il Comitato Promotore. Ebbene, per amore di Guerrini, accettarono tutti di buon grado. Con il loro contributo cominciammo così a mettere per iscritto la prima versione del Progetto “Centesimo Anniversario della Morte di Olindo Guerrini” che risale al maggio 2013. Nella sua premessa era detto:

“Nel prossimo 2016 cadrà un importante anniversario: il Centenario della morte di Olindo Guerrini (1916-2016).
Mancano ancora tre anni all’appuntamento del 2016 e in questo triennio si deve costruire un percorso articolato, mettendo in campo tutta una serie di iniziative, qui sotto elencate, per definire ulteriormente la complessa figura di Olindo Guerrini. Primo passo di questo itinerario verso il Centenario sarà la pubblicazione della edizione critica dei Sonetti Romagnoli (Longo Editore) commentata e curata da Renzo Cremante, professore dell’Università di Pavia e ad un pool di studiosi da lui coordinati

Era già quindi chiaro sin dall’inizio che al centro delle celebrazioni Centenarie di Guerrini ci dovesse essere proprio quell’obiettivo: pubblicare un’edizione completa, esaustiva, curata scientificamente dal punto di vista filologico, completata di ogni riferimento poetico, culturale e storico. Bene, se pensate che tutto ciò ora si è realizzato, immaginatevi da quale emozione nascono le parole di questa presentazione. Oggi possiamo dire che il Centenario di Guerrini, all’origine un’idea a dir poco ambiziosa, in realtà ha raggiunto risultati e raccolto consensi di cui l’Associazione Amici di Olindo Guerrini, nata nel frattempo per raccogliere e preservare la missione delle Cooperativa Culturale, può esserne a ragione soddisfatta ed orgogliosa. Non meno di quattro anni di lavoro intenso con più di sessanta iniziative che hanno spaziato in tutti gli ambiti della poliedrica opera del nostro Guerrini. Si sono svolti convegni, allestite mostre, curati cataloghi e pubblicazioni, curati eventi culturali di ogni tipo, dai recital alle serate musicali, organizzati momenti gastronomici ed indetti raduni sportivi dedicati al grande amore di Guerrini, la bicicletta.

Tutto ciò ora è giunto al suo naturale traguardo, compiendo un percorso che in realtà è arrivato al punto da cui era partito: la pubblicazione dei Sonetti Romagnoli. Solo a vederle le copie di questo splendido volume stampate da Longo, un tomo che conta 884 pagine, si capisce che siamo difronte ad un’opera monumentale, di una qualità scientifica eccelsa, che poteva nascere solo dal lavoro di uno studioso quale Renzo Cremante, dalla dedizione sua e di tutti coloro che con lui hanno collaborato. Lasciatemelo dire: questa è e sarà l’edizione “definitiva” dei Sonetti Romagnoli.

Nelle pagine del libro il professore Cremante, nella propria Presentazione, cita la genesi dell’opera e ringrazia puntualmente tutti, e sono tanti, che con lui hanno collaborato, aiutandolo perché si potesse giungere, al termine di un lungo cammino, ad un tale risultato. Il merito principale indubbiamente è il suo, ma onore anche a tutti gli altri protagonisti di un lavoro corale, questo volume, per l’appunto, che coloro che come noi amano Olindo Guerrini perché amano la poesia, la cultura delle nostre radici culturali e della nostra terra, sicuramente apprezzeranno come un grande dono. Comunque è stata una grande e bella avventura, che siamo felici di avere vissuto, perché, per dirla con le parole del nostro amato Olindo: “Ch’as avessom d’anghè… Mo as divartessom

Rimane a questo punto un ultimo, ma dovuto ringraziamento da fare: Piero Camporesi. Fu sua fu infatti l’intuizione iniziale, contenuta nell’intervento che il Professore tenne a Sant’Alberto il 24 aprile 1983, da cui trasse spunto la Cooperativa Culturale per giungere ad affidare, qualche anno dopo, l’incarico al professor Cremate per la ricerca e la realizzazione della presente opera. Per ringraziare Camporesi e concludere questa rievocazioni delle origini di questa nuova edizione dei Sonetti Romagnoli voglio utilizzare le parole di Marna Ortolani, protagonista da sempre della nostra avventura insieme a Maria Grazia Feletti e a Vania Vassura, che condividono il merito di avere saputo cogliere quell’intuizione.

24 aprile 1983

Il nostro paese ed il suo più illustre poeta dialettale, quella bella mattina del 24 aprile 1983, stavano per essere omaggiati da un professore dell’Università di Bologna: Piero Camporesi, che avrebbe parlato di Olindo Guerrini nella sua casa di Sant’Alberto; la saletta al primo piano era gremitissima in attesa dell’evento.
Erano i primi anni di attività della Cooperativa Culturale “un paese vuole conoscersi”, costituita nel 1978 (ora Associazione “Amici di Olindo Guerrini”) ed un primo importante traguardo era stato raggiunto: il 24 aprile si celebrava finalmente l’avvenuta ristrutturazione di “Casa Guerrini” donata da Guido, il figlio del nostro poeta, al Comune di Ravenna affinché la destinasse a biblioteca; ci eravamo battuti con forza per questo e con noi i compaesani santalbertesi.
Il professore di letteratura Piero Camporesi dunque, quella mattina, ci parlò a lungo di Olindo Guerrini, dei suoi” mille volti”, dell’erudizione, dell’arguzia, della pena per la morte della sua bambina, dell’attaccamento al paesello: “piccola patria” che come una melodia di sottofondo affiorava dalla narrazione incantatrice che del nostro Stecchetti ci faceva quel grande letterato.

Fiume che scendi giù dal Bolognese,
Fiume dall’acqua cristallina e cheta,
O caro fiumicel del mio paese,
Tu sol m’hai fatto diventar poeta

Dall’idillio nato in quella bella mattina di aprile fra noi santalbertesi e il Professore, unitamente alla notizia dataci circa la scadenza imminente della proprietà dei diritti d’autore dei Sonetti romagnoli alla Zanichelli di Bologna, “ci saltò subito in mente” di riportarli a casa promuovendone una edizione rinnovata e arricchita e celebrandone, in tal modo, il ritorno nella “piccola patria”, grati per sempre al Letterato Camporesi e a quanti, in questo tempo, ci hanno onorato della loro preziosa collaborazione.
Di qui l’opportunità di un progetto di ricerca sui testi originali e di testi inediti alla quale ha atteso con impegno e perizia Renzo Cremante dell’Università di Pavia, filologo e studioso da sempre attento ai casi letterari di Romagna, che nel corso del lavoro ha potuto giovarsi di numerose collaborazioni, a partire da Giuseppe Bellosi al quale si deve, in particolare, la traduzione italiana di tutti i testi dialettali.

Ebbene, ora l’opera è fatta e la nostra Associazione, a chiudere le numerose iniziative avviate per celebrare il Centenario di Olindo Guerrini, può offrire ai propri Soci ed ai tanti Amici che ci hanno seguito un’Edizione arricchita di testi e note per una completa comprensione dei Sonetti guerriniani. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno accompagnato in questo percorso, in particolare il Comune di Ravenna e la Società Operaia di Sant’Alberto che, con il loro sostegno e contributo, ci hanno permesso di avviare il progetto di ricerca.
Per l’Associazione “Amici di Olindo Guerrini- Sant’Alberto Un Paese vuole conoscersi”

Il Presidente Paolo Belletti

©2021 Amici Di Olindo Guerrini - Sant'Alberto Un Paese Vuole Conoscersi -  Via Rivaletto 13 – Sant'Alberto (Ravenna) – COD. FISCALE 92083910395 - amiciguerrini@gmail.com

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