Rubriche

Lo scrittore

Opere di Olindo Guerrini

Poesie in italiano 

  • Postuma, Bologna, Zanichelli, 1877.
  • Polemica, Bologna, Zanichelli, 1878.
  • Nova polemica, Bologna, Zanichelli, 1878 (seconda edizione: 1879).
  • Giobbe, serena concezione di Marco Balossardi, nella terra di Hus, a spese della colonia arcadica Simetea, 1882.
  • Rime di Argia Sbolenfi, Bologna, Zanichelli, 1897.
  • Le Rime, Bologna, Zanichelli, 1903.

 

Poesie in veneziano e in romagnolo 

  • Le ciacole de Bepi. Roma, Travaso delle idee, 1908. (in  HYPERLINK “https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_veneziano” \o “Dialetto veneziano” veneziano).
  • Sonetti romagnoli [con illustrazioni di A. Majani]. Bologna, Zanichelli, 1920. (in  HYPERLINK “https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_romagnolo” \o “Dialetto romagnolo” dialetto romagnolo).

 

Opere in prosa

  • La vita e le opere di  HYPERLINK “https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Cesare_Croce” \o “Giulio Cesare Croce” Giulio Cesare Croce, Bologna, Zanichelli, 1879.
  • La tavola e la cucina nei secoli XIV e XV, Firenze, Barbèra, 1884.
  • In bicicletta, Catania, Giannotta, 1901.
  • Brani di vita, 1908; Zanichelli Editore, Bologna, 1917
  • Brandelli, Roma, Sommaruga, 1883 (poi Milano, Floreal Liberty, 1911).
  • L’arte di utilizzare gli avanzi della mensa, Roma, Formiggini, 1918.

 

Il fotografo

Per la sua passione per la fotografia, Olindo Guerrini fu chiamato ad essere il primo Presidente del Circolo Fotografico Bolognese, fondato nel 1896. L’eclettico personaggio fu un buon fotografo dilettante e non era raro vederlo “appostato” tra le strade di Bologna alla ricerca di uno scatto. Tra i soggetti che preferiva senz’altro le donnine per la strada. Ma il poeta si dilettò moltissimo anche con la ritrattistica, immortalando parenti e amici, ma anche se stesso, spesso in pose sarcastiche.

Il cicloturista

OlindoCicliturista

 

Definito il primo vero cantore della bicicletta, Guerrini fu appassionato cicloamatore e scrittore della bicicletta. Fi anche capoconsole del Touring Club Italiano che, all’epoca, si chiamava Touring Club Ciclistico Italiano. Una raccolta di suoi scritti del 1901 porta l’eloquente titolo In bicicletta.

“Non c’è arte al mondo che possa esprimere il piacere, direi quasi la voluttà, della vita libera, piena, goduta all’aperto, nelle promesse dell’alba, nel trionfo dei meriggi, nella pace dei tramonti, correndo allegri, faticando concordi, sani, contenti.
Ahimè, poeti e gobbi si nasce e non si diventa. […] Mettetevelo in mente voi che vi guardate la lingua, vi tastate il polso, seccate il medico e ingrassate il farmacista. Andate in bicicletta coi figli e dopo un mese digerirete le cipolle crude.
Ve lo dico io”.

 

Il gastronomo

Guerrini ebbe anche un forte interesse per la cucina e fu grande amico di Pellegrino Artusi con il quale mantenne una intensa corrispondenza. Scrisse diverse opere piuttosto erudite e, sul finire della sua vita, lavorò ad una raccolta di ricette sulla cucina povera, che uscì postuma – nel 1918 – con il titolo L’arte di utilizzare gli avanzi della mensa.

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